Gli italiani stanno rivalutando MacOS a discapito di Windows

Gli smartphone stanno raccogliendo sempre più approvazioni sia per gli utilizzi mobile (per cui sono stati concepiti) che per quelli desktop. La loro presenza sul mercato ha fortemente influenzato le persone, portando molte di queste a eleggerli come unici device tecnologici nella propria casa. A soffrire per la loro ascesa è senza dubbio il mercato dei sistemi operativi per desktop – sempre meno utilizzati dalle persone – che continua a migliorare e offrire sempre funzionalità nuove. Andiamo a osservare il loro market share.

Visione globale

Proprio come per le console, StatsCounter ha proposto sulla sua pagina web il grafico raffigurante il market share dei sistemi operativi desktop nel corso di un anno, da giugno 2017 a giugno 2018. In questo caso, le percentuali si riferiscono agli accessi al browser compiuti dalle persone mediante un preciso sistema operativo che, in questo caso, può essere Windows, OS X (nome non aggiornato per MacOS), Linux, ChromeOS e altro (molto generico). Come ci si poteva aspettare, nel mese di giugno 2018 Windows – il sistema operativo di Microsoft – ha dominato su tutti guadagnando come stima globale l’82,4% del market share. Al secondo posto si posiziona Apple col suo MacOS al 13,04%, segue Linux col 1,69%. ChromeOS, il sistema operativo Desktop di Google, sta facendo fatica a decollare, non raggiungendo mai più del 1,5% del market share.

Ma perchè Windows è più di utilizzato di MacOS? Le motivazioni sono tante, ma tutte scontate. In primo luogo, le fasce di prezzo in cui sono venduti i PC Windows sono più varie, come lo sono anche i produttori. Proprio il maggior numero di produttori, inoltre, può essere visto come la seconda motivazione: nonostante Apple venda tanto, come succede anche con i suoi smartphone, non può gareggiare restando l’unica a vendere terminali con quel determinato sistema operativo. Attenzione! Non sto assolutamente dicendo che Apple dovrebbe aprirsi; si tratta solo di una valutazione oggettiva sulla situazione attuale. 

Come terza ragione troviamo l’hardware e i giochi. I PC Windows sono dotati di schede grafiche per tutte le fasce di prezzo (grazie a NVIDIA e AMD), hardware nuovo di zecca sui dispositivi high-end e tanti (e veramente tanti) sviluppatori intenzionati a sviluppare titoli per questa piattaforma. Apple, invece, ha un’altra visione del modo di utilizzare il computer, portando le schede grafiche dedicate solo sui modelli più costosi e performanti. Pensate ci siano anche altre motivazioni? Fatecelo sapere nei commenti.

Visione italiana

Guardando la situazione italiana, invece, troviamo un forte trend di crescita a favore dei computer Apple rispetto a quelli Windows. Infatti, qui MacOS è riuscito a guadagnare quasi il 7% del market share nel giro di pochi mesi aggiudicandosi il 22,57% nel mercato desktop contro il 74,09% dell’OS di Redmond che risulta essere in declino. A quanto pare, le scelte di Microsoft degli ultimi tempi hanno portato molti italiani a effettuare uno switch di computer, nonostante le cause non siano proprio chiare. Volendo scendere ancor più nel dettaglio, la versione più utilizzata di MacOS è High Sierra. Inutile commentare la presenza di ChromeOS nel nostro mercato…

Situazione inversa alla nostra la si può evincere dai dati sul Market share degli Stati Uniti d’America, dove Windows si trova in una fase di crescita rispetto a quella di MacOS leggermente in perdita. Interessante, inoltre, notare come in Asia (solitamente dominato dai prodotti Apple) l’OS di Cupertino raggiunga solo l’8,57% contro quello di Redmond che ottiene l’86,67%. Infine, è giusto citare l’Australia dove 1 computer ogni 4 è un Mac. E voi che sistema operativo utilizzate? Fatecelo sapere nei commenti!

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  • Il problema per i sistemi operativi Desktop di casa Microsoft è ben altro, mio caro Alessandro, c’è uno spostamento gobale dai sistemi Desktop tradizionali verso quelli mobili (ormai gli OS mobili sono talmente evoluti da poterli considerare Desktop a pieno titolo) al quale dimostra di non poter opporre niente.
    Microsoft combatte con armi spuntate, un ottimo sistema operativo che or,mai inizia a sentire il peso degli anni, Windows 7, ed un nuovo sistema operativo pieno di problemi, poco piacevole nella parte grafica ed al quele le aziende non vogliono saperne di migrare.
    In aggiunta Microsoft non ha un ecosistema e si limita ad offrire una soluzione di tipo stand-alone laddove tutti i competitor offrono soluzioni complete e totalmente interoperabili.
    Apple, al contrario, ha saputo rinnovare la sua offerta hardware al tempo giusto, e su quell’hardware offre un sistema con le caratteristiche di affidabilità e stabilità del Windows 7 ma costantemente aggiornato ed attualizzato.

    Il risultato è quello, terrificante per i Desktop Microsoft, di un crollo totale rispetto all’avanzata dei sistemi basati su Mobile (in maggioranza Android), mentre Apple riesce a tenere le sue quote di mercato senza alcuna erosione.

    Che dire… quando Tim Cook arrivò alla guida di Cupertino tutti lo guardammo con sospetto, ma a distanza di anni non si può che applaudire.
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    • Ho deciso di accennare i sistemi operativi mobile solo all’inizio dell’articolo e focalizzarlo su altro proprio perchè non volevo mischiare due piattaforme. É difficile fare un confronto netto fra pc e smartphone proprio per alcuni fattori che ho citato parlando della differenza fra Windows e MacOS: OEM e prezzo. Possiamo dire che è facile che ci siano 3 smartphone Android e 1 PC Windows in una casa, proprio perchè il prezzo medio d’acquisto al giorno d’oggi di uno smartphone è fra i 200 e i 400 euro, mentre per un computer si va dai 500 ai 700 euro. Inoltre, le case che producono dispositivi Android sono in misura decisamente superiore rispetto a quelli che producono Windows (nonostante questa situazione si sta un po’ appiattendo). Nell’articolo, ripeto, ho valutato fosse meglio tenere separati questi due sistemi…mi sembrava più onesto.

      Per il resto del tuo commento sono pienamente d’accordo. Aggiungerei, inoltre, che i continui rimandi delle funzionalità, la presenza di computer da 300 e altri piccoli fattori penalizzano fortemente la visione delle persone di Windows, fattori che Apple non tiene proprio conto. Cupertino bene o male non dice niente e mantiene le promesse. Comunque è da capire se il trend negativo di WIndows in Italia sia un fattore temporaneo oppure progressivo. Vedremo

      • Il tuo articolo mi piace e l’ho anche indicato fra i consigliati, non vi è nulla che non va in esso.
        L’unico appunto è più generale, riguarda la visione globale che inizia ad essere sorpassata… non è più possibile tracciare una riga netta dicendo “a sinistra ci sono i Desktop e a destra il Mobile”, perchè sempre più operatività si sta spostando dai Desktop classici (sia PC fissi che gli stessi portatili) ai cellulari.
        Non mi riferisco al semplice web, che ha sorpassato i fissi da un pezzo, ma anche ai fogli elettronici, all’operatività finanziaria, ai sistemi di sorveglianza, alla posta elettronica ed i contatti interni alle aziende… spesso perfino il word processing per chi ha top di gamma Huawei e Samsung dotati di funzionalità Desktop.
        insomma quell’incrocio di linee per Microsoft è un bel problema, perchè non ha armi con cui difendere le proprie posizioni.
        Voglio dire Alessandro, conterà poco avere l’ottanta percento del mercato Desktop quando la stragrande parte dell’operatività verrà svolta dai sistemi mobili… sarà un po’ una vittoria di Pirro, no? sarà come dire che ha l’ottanta percento di poca roba.
        C’è un mondo nuovo al quale Microsoft non sa rispondere, un mondo che ha scoperto che aprire un foglio Excel dal terminale mobile costa meno, è più rilassante e permette maggior produttività che farlo dalla postazione fissa.

      • P.S..: sai cosa piace alle aziende dei Desktop Apple? che sono come Windows 7, solo un po’ più moderni e con qualche step evolutivo che viene aggiunto di anno in anno.
        Esattamente come Windows 7 li accendi e funzionano, e continuano a funzionare all’infinito senza generare rotture di scatole.